Siamo tanti programmini solo in “licenza d’uso”. E non avendo i diritti d’autore, non possiamo cambiare la ns programmazione. Ma che modo di pensare è questo?
Si chiede di rispettare le ultime volontà di un inerme, che non può più nulla, di porre fine a questo stato di sofferenza continua e c’è chi pone il problema di “proprietà divina”, di scostamento dallo spirito, di “cammino di morte”?
E’ lui stesso a chiederlo, non ci sono dubbi di legittimità, e gli si mena l’ipocrisia della “vita sacra”? Si cincischia con il testamento biologico (comunque giusto), ma già oggi il medico è tenuto a seguire le LEGITTIME volontà del malato, può consigliare indirizzare ma non può OBBLIGARE. Ma quando il medico non può più nulla? Non può più curare?
Un ventilatore per farlo respirare, una pompa per alimentarlo e una per scaricarlo: ma santo cielo che ci vuole per accorgersi che è una PERSONA e non un motorino con cui armeggiare con fil di ferro e viti per vedere fino a che punto si può arrivare? Quanto ci vuole per rendersi conto che è un accanimento assurdo? Che vita è il continuare giorno dopo giorno ad aspettare il momento della puntura, della droga che apre le porte all’incoscienza, come unico modo per sfuggire al dolore? Un dolore al quale non c’è scampo.
E mi devo sentire un tonacato che continua a dire che la “sofferenza fa parte della vita, che dio (ma quale concezione di DIO??) ci ha predisposto”? Nossignore: è la nostra irresponsabilità a costringerlo in quel letto, la nostra mancanza di UMANA PIETA’ che lo obbliga a continuare questo stato. C’è chi addirittura parla di “omicidio” o suicidio legalizzato. Ma quale suicidio?
Pure questa è una mancanza di rispetto verso Welby, verso una lotta che per decenni ha combattuto contro questa malattia, fino ad ora. Non è una per una infantile delusione di cuore o un momento di depressione: no è solo un continuo rimando dell’inevitabile e non sarà certo farlo penare per altri mesi che renderà lui o noi stessi MIGLIORI. Ora che, con la mente lucida, chiede di andarsene, non ci sono più ragioni VALIDE da opporgli, per negargli la sua scelta. Nessuna. Se non
4 commenti:
E' a tutti gli effetti una mancanza di rispetto perchè si vuole farlo continuare a "vivere". Perchè lui stesso chiede di voler morire, lui stesso dice che si è stufato di vegetare in quel modo. Vegetare su un letto di ospedale senza poter fare NULLA, NON è vivere. Si, la sofferenza fa parte della vita, ma, lui (e chi è nelle sue stesse condizioni) forse non ha già sofferto troppo? Ed è ora per lui scegliere di morire. Scusami ma, è un argomento che mi prende parecchio e per motivi del tutto personali.
Pure a me... e tutto questa ipocrisia è insopportabile. Contando pure che molti di quelli che non vorrebbero neppure parlarne, adesso sono li ad aspettare che muoia alla svelta, così che ritorni il silenzio su questa vicenda.
ciao
esordisco con un OT, ma che mi preme: non ti commento mai, ma ti leggo sempre e non so cosa commentare perché, che faccio? ti scrivo "bello, ottimo post, sono d'accordo" tutte le volte...? Il fatto è che i tuoi post sono ottimi ed è difficile aggiugervi alcunché...
In merito al vespaio suscitato (qualcuno lo doveva fare, prima o poi doveva succedere e anche la testa dei tanti struzzi andava tirata fuori dal buco) dalla vicenda Welby, dico qui solo una cosa:
Associazione Luca Coscioni.
Luca è morto combattendo per dare a quelli dopo di lui una speranza di vita. Non certezza, certo, ma almeno speranza.
I soliti noti han detto "NO! Non se ne parla!"
E Luca è morto, e dopo di lui moriranno altri, se non altro coloro che non hanno le possibilità di andare a farsi curare altrove.
E ora Welby vuole porre fine ai suoi giorni e questi ancora stanno a dire NO?
C'è qualche cosa che non mi quadra...
(PS, ancora complimenti, bisogna trovare il modo di farti avere più visibilità.
Un saluto
Grazie carissima... apprezzo molto le tue parole...
Credo che Piero, come Luca, sarà uno di quei coraggiosi che con la loro battaglia, daranno la LIBERTA' DI DECIDERE a coloro che verranno dopo e che un giorno potranno goderne.
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