giovedì 21 settembre 2006

Ma siamo matti?? (3)



Mentre il premier continua ad inanellare una fila di “figure barbine” sequenziali da far quasi rimpiangere i film di Buster Keaton

- "Tronchetti ha usato il governo" dice da NY - Nientemeno?? ed anche questo senza che luise ne accorgesse, immagino.


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Nel mentre il premier va a stringere la mano ad amadinejad, un’esponente del suo staff (Vernetti, se non sbaglio) è ad una manifestazione ai piedi del Palazzo di Vetro per chiedere l’espulsione dall’Onu di un fanatico che da mesi minaccia di distruzione un altro Stato pienamente riconosciuto dalla stessa Onu. – Lineare no?

- Ma è davvero fantastico quando gli scappa: "Mi sento come un'assistente sociale ...." rivolto ai componenti dell'UNIONE. Applausi....


In casa abbiamo ministri del suo governo che cercano di stargli al passo:

- Di Pietro, dopo le bacchettate al Papa, continua sulla crisi mistica e spara a zero su Di Gregorio che ha coniato il nuovo partito politico “Italiani all’estero”: “… ogni 12 apostoli c’è un traditore. Giuda era e giuda è rimasto…”

- Per Scalfari su Rep. l’anomalia è nel “capitalismo monopolista italiano”: sul capitalismo che gli fornisce i soldini per il suo giornale da decenni non dice niente, quello è il capitalismo illuminato e immacolato.

- Bonini e D’Avanzo sul medesimo “giornale da pesce” elogiano l’intervento della magistratura che compie una retata alla telecom per le intercettazioni illegali, dipingendo misteri, complotti e “attacco alla democrazia”.


Ma che c’entrano le vicende finanziarie con il ritirare fuori la vicenda Abu Omar, le prigioni segrete? Ovviamente c’è in mezzo un’agente della CIA: basta che ne trovino un paio anche del Mossad ed il gioco è fatto.

Ma proprio adesso che il governo è in crisi, per l’ennesima volta la Procura di Milano entra alla ribalta a “sistemare le cose”. Casualità?


 Lilliput

Di tanto in tanto sento nominare questa “rete”. Poi qualche giorno fa ho ascoltato un pezzo di una conferenza, ospite una scrittrice di origine iraniana (non so il nome) che poi si è lasciata andare alle domande del pubblico. I punti salienti delle risposte?


“In Iran c’è la paura di un attacco da parte degli USA: hanno delle testate da provare, potrebbero volere fare “palestra” in Iran”.

Poco dopo:

“Gli USA non possono attaccare l’iran, come dimostra il radicamento hezbollah in libano, milioni di iraniani scenderebbero in piazza con le armi e darebbero filo da torcere anche all’esercito più potente del mondo.

Ecco, se è questa la “cultura” che viene diffusa tramite simili ASSOCIAZIONI DI SOLIDARIETA’, stiamo freschi…. Evviva il dialogo culturale….

2 commenti:

EleonoraM ha detto...

Stai elencando delle robe assurde. Non so se ridere o se piangere e chi parla di "repubblica delle banane", ovviamente ha più che ragione.

hawkmoon269 ha detto...

mah, io al momento sono molto incazzereccio... soprattutto con i media che su questa fila di scemenze non mi pare che siano molto attivi.... solita sudditanza sinistrese... ciao