domenica 4 febbraio 2007

Non è per il calcio...

Nossignori, non è per il calcio che si muore: è per il teppismo. Per la voglia di sfogare la violenza che certi sub-umani covano dentro di sè, la mascherano col passamontagna, perchè se li prendi singolarmente sono dei codardi e sanno di esserlo. Si vantano solo a telecamere spente, talmente sono coscienti di essere nel torto. Poi magari fanno l'intervista dove la colpa è della società, il teppismo diventa lo sfogo del "disagio sociale" perchè a rendersi conto di essere una testa di c..... ci arrivano pure loro. Senza sorpresa l'indignazione generale, quando l'ipocrisia ha fatto sì che per un'episodio inverso ma uguale è stato il teppista a morire. Allora molti si sono schierati dalla parte dei violenti, che per mancanza di bombe carta cercavano di arrangiarsi con un estintore. Eppure a lui è stata intitolata un'aula da parte di "certi squallidi politici". Dove sta la differenza? Impossibile trovarla...... perchè non c'è.

8 commenti:

anonimo ha detto...

anche nel mio blog c'è un post pertinente a questo.



Secondo me, la colpa di quello che succede nel calcio, non è solo dei club e dei tifosi, ma anche e soprattutto della società che è marcia.

Ma la società è anche plasmata dallo stato ed è deprimente constatare che la classe dirigente non abbia mai il coraggio di chiedere scusa e si cerchi di cambiare strada.



se vuoi visita il mio blog

saluti

jcfalkenberg ha detto...

il fatto è che lorsignori preferiscono incolpare il calcio, puro sintomo, piuttosto che ammettere il teppismo, malattia che hanno incubato , sotto le bandiera rossa, giustificandola per generazioni.

anonimo ha detto...

No.

Non c'è alcuna differenza nel rapporto Stato-criminali.



Semmai c'è nel rapporto Stato-Sicurezza poichè è questo, secondo modesto parere, il rapporto alterato che si ripercuote sull'intera società.



Una distorsione che ha portato alla messa in libertà di oltre 25.000 delinquenti che le Forze dell'Ordine avevano mandato in carcere.



Un rapporto talmente degenerato che chi combatte per la difesa dei cittadini ha l'obbligo, per garantirsi l'incolumità morale, di non reagire a coloro che hanno come unica missione la soppressione dello Stato.

La diversità sta nei refrain giustificazionisti, più frequenti a sinistra (chissà perchè), che fanno della contestualizzazione l'alibi di fronte al quale anche il Sistema Giustizia mostra le sue lacune.



Ma tanto ora ci penserà il Governo, e al diavolo pure il Decreto Pisanu.



M

anonimo ha detto...

Se ho un problema è la memoria...



Ero io.

M

anonimo ha detto...

Il problema è molto più grande di quanto sembri. Se passi te ne do un assaggio. Cmq bravo a sottolineare l'ipocrisia assoluta di certi ambienti.

Complimenti.

Simone da Roma

EleonoraM ha detto...

jcfalkenberg ha risposto esattamente come avrei risposto io. E non ho altro da aggiungere.

Bisqui ha detto...

Se da bambini ad ogni marachella si fossero presi la loro bella punizione, oggi non sarebbero così.



La libertà è bella quando la si conquista e la si capisce ma quando è gratuita e non si comprende questi sono i risultati.

E adesso? Adesso giù tutte le botte che non hanno preso da ragazzini.

hawkmoon269 ha detto...

Ciao monarchico, benvenuto....



Si Falkenberg... e gli danno pure il bell'esempio mettendo i "Carusi" in parlamento!



Ciao Moni... inconfondibile.



Grazie Simone passerò volentieri....



Si Elly, in effetti non serve sprecare fiumi di parole per mettere il dito sulla piaga.



Purtroppo Bisqui, quando si è adulti il discernimento DOVREBBE essere maggiore... e non dovrebbero servire le botte... in un mondo migliore.