domenica 24 febbraio 2008

I conti col passato

Quando posso ascolto sempre la rassegna stampa di Bordin su Radio Radicale. E' una rassegna fatta con un taglio che mi piace, soprattutto sugli articoli non di prima pagina.... e poi a certe voci ci si affeziona. Va molto spesso a ripescare nel passato, Bordin, collegamenti e paralleli tra fatti di oggi e vicende dei decenni passati: cronaca, politica, giustizia.... che commenta attraverso la sua personale esperienza e visione politica . Eppure l'altro giorno quando pure lui ha ribadito che  personaggi come D'Elia "hanno pagato " i conti con la società, ho storto il naso: ok D'Elia non è Curcio, vent'anni di Nessuno tocchi Caino, moratoria sulla pena di morte e bla bla bla.... Ma le vittime? Chi ha perso un padre, un marito, un fratello crede che possa essere consolato da una "giustizia" che porta chi era dalla parte del calcio della pistola, in quegli stessi corridoi dove lavoravano le vittime? Sarebbe questa la vittoria "contro il terrorismo"? Rivestire di ruoli politici chi di notte studiava attentati? O vogliamo sciogliere il nodo con il detto "non è più l'uomo di quegli anni"? Chi NON E' PIU' sono coloro che sono morti sotto quel piombo... e la "vedovanza" non cade in prescrizione dopo una decina di anni. Chi è rimasto orfano non può far finta di niente quando si ritrova NELLE ISTITUZIONI chi è stato complice nell'omicidio del padre, stipendiato dallo Stato chi in gioventù ha ucciso servitori dello Stato. Fa specie che chi COSI' SPESSO parla di SENSIBILITA' dimentichi questa semplice evidenza.  Sono i colpevoli a voler mettere una pietra sul passato: non le vittime.  Loro ci devono vivere con certe PIETRE.



Cuba: a Castro succede Castro.... c'è chi spera in cambiamenti. Qui in Italia a Prodi vorrebbe succedere Veltroni. Chi è che si sente di essere ottimista?

3 commenti:

anonimo ha detto...

caro Gabbiano, io guardo sempre il bicchiere mezzo pieno,ma da qui a dirmi ottimista...

:-) :-) :-)



anch'io ascolto sempre Bordin, il grande Massimo Bordin, come ebbe a dire -anche- Giuliano Ferrara una volta.

D'Elia? a Otto e Mezzo versione estiva, quindi con Buttafuoco, "difese" -e qua le virgolette sono d'obbligo- Mambro e Fioravanti che lavorano anche loro al Partito Radicale Transnazionale.



tranq, Gabbiano: radio radicale è pur sempre un organo di un partito politico: è come leggere la Perina che difende De Angelis dalle colonne del Secolo.



quindi, come te, riscloterò il suo vocione domani mattina.

un abbraccio, GB



ps: grazie per essere passato da me, nonostante i problemi che questo diamine di computer continua a darmi... :-)



http://lostonato.ilcannocchiale.it/



hawkmoon269 ha detto...

abitudini in comune quindi... passerei più spesso sul blog di molti... ma il tempo è quel che è. un caro saluto.

anonimo ha detto...

Ciao, volevo segnalarti l'iniziativa su: www.blog4pdl.it. Cosa ne pensi?

Ciao.



Deco