venerdì 4 luglio 2008

Il mito della libertà assoluta: Into the wild

Finalmente mi sono preso la briga di vedere questo film di Sean Penn, spacciato come cult... Bel film, raccontato ed interpretato bene, buona fotografia, ma nel succo il film è una fesseria, per non dirlo come diceva Fracchia. Mi riferisco alla storia del film e non alla vicenda da cui prende spunto. Nei film non c'è mai la verità: si racconta una storia con parole ed immagini, perchè in due ore non si possono raccontare fatti che durano anni. Ma quasi tutti i film si possono racchiudere in qualche frase: di questo ne riporto due, che riflettono lo SPIRITO del film. Una durante la discesa in canoa del Colorado: "Se accettiamo che la vita sia governata dalla ragione ci precluderemmo la possibilità di vivere", e la seconda verso la fine col vecchio Ron in cima alla collina "sbagli a pensare che le gioie della vita siano date soprattutto dai rapporti con gli altri..." In queste due frasi si racchiude il film (versione italiana, il mio inglese non mi consente la visione in lingua prettamente originale) ma è sufficiente per vedere quanta superficialità c'è dietro a certe frasette buone per certi puristi un tanto al kilo. Il protagonista "vive" intensamente e irrazionalmente la sua "avventura" e infatti crepa di fame e di stenti: bella figura, un po' più di razionalità gli avrebbe consentito di raccontarla, quell'avventura., quindi si smentisce da se. Il fatto che poi, ed è questo il tema nodale del film, lui fugga dalla sua vita da "benestante" per ripudiare con disgusto tutto quello che ha (la sociètà falsa e consumistica - e ti pareva?? - i suoi genitori, regole...) in favore della purezza/verità/scopo - per poi crepare solo come un cane, solo ad uno stolto può sembrare "compiuto". Pensare addirittura che non sia soprattutto il rapporto con gli altri a darci l'opportunità di imparare e VIVERE con le gioie e dolori, dimostra solo la grande presuntuosità del protagonista, spacciata per voglia di libertà. Dimostra che non capisce neppure l'importanza degli incontri che ha comunque la fortuna di fare nel suo viaggio. E poi perchè fuggire dalla sua famiglia di nascosto, quando aveva tutti i mezzi per farsi una vita DIVERSA da quella dei genitori? Tra l'altro la falsità di cui accusa i genitori, viene perpetrata da lui stesso che aveva premeditato la cosa. Altra cosa che mina il realismo della storia: l'incontro con una stupenda teenager in un campo hyppy. Da estremo che vive intensamente la vita e le emozioni, senza preoccuparsi della "razionalità", che cosa combina lo sciagurato quando lei le si offre in tutto il suo splendore adolescenziale? Si mette il grembiulino e dice "no perchè hai 16 anni". Penoso - almeno nel film metteteci una tipa un po' più racchia - per salvare un po' di verosimiglianza. Insomma assieme ad altri punti che si potrebbero sviscerare, lo spirito del film, il succo della storia, spacciato come "indomita e ribellione" verso la società contemporanea, come coraggiosa esperienza di vita portata alle estreme conseguenze, altro non è che la vicenda di uno che credeva di poter fare a meno di tutti ... e il mondo fa a meno di lui. Il finale in cui poi lascia intendere chissà quale luminosa rivelazione nell'attimo della morte è poi sconsolante. Perchè non facciamo lo stesso ragionamento quando si parla di barboni sotto i ponti o di fame nel mondo? La verità è che crepare in quel modo è alquanto misero, e farlo a 24 anni perchè si è preso un po' TROPPO ALLA LETTERA certi libri "on the road", che si è andati al di sopra delle proprie possibilità per "vivere intensamente e senza razionalità", non è troppo diverso da chi si lancia in uno spericolato fuoripista e si schianta contro un albero. Come film sarà discreto, ma tutto il resto non regge.

18 commenti:

anonimo ha detto...

La vita... è contraddizione, la vita è irrazionalità... chris poteva portarsi l' accetta in alaska... così come dici tu avrebbe potuto raccontare la sua storia..., ma che storia doveva raccontare scusa, che avventura sarebbe stata? Io non ti seguo, morire miseramente... vorrei avere le palle io di morire così... invece che farlo miseramente come mi accingo a fare tra parecchi anni.



Il protagonista è arrogante è contraddittorio... ce ne posso mettere di più... se vuoi... ti dice che i rapporti con gli altri non danno la felicità e poi conclude dicendo che la felicità non condivisa non è reale.... una contraddizione + unica che rara... ma io francamente sono stufo di filmetti dove c' è un messaggio chiaro e preciso... la verità non sta mai da una parte sola...



si dice che chi va piano va sano e va lontano... si dice pure però che la fortuna aiuta gli audaci... si dicono tante verità, ma non ne esiste una sola...



ti lamenti che non vuole fare l' amore con una 16enne... e perchè... che c' è di male... che ci vuole a farsi una 16enne quando di anni ce ne hai 24 e la ammali con quello che sei e che sei diventato solo vivendo una vita che è durata 1/3 più della sua... bel merito, scusa....



c' è chi dice pure il contrario... c' è chi dice... colo fucile in alaska è troppo facile...



se si vogliono trovare contraddizioni in un film come into the wild se ne trovano infinite...



ma il senso del film non è certo quello... è il racconto di una persona che è Vera...



poco importa che sia brutta o bella come persona... resta il fatto che è vera...



uno che quando le mappe non hanno più spazi bianchi lui lascia a casa tutte le mappe

hawkmoon269 ha detto...

Guarda anonimo che il "morire così" non lo vedo nè "avventuroso" nè eroico: penso che a 23-24 anni sono ancora tante le cose che si possono fare. Mi spiace che tu veda miserevole la tua (sai già il tuo destino?) e comunque penso che la ns ricchezza è "quel che sappiamo metterci dentro da qui a quel giorno" quello che davvero conta...



io non pretendo di stabilire il "metro di misura" degli altri, sia che ci lasci la pelle a 7000 metri di quota su un'impervia montagna tibetana, sia che ti ostini a stare attaccato ad un respiratore infermo in un letto (ho per caso visto in tv la lettera di una, purtroppo costretta in quella condizione). Sono due cose che io eviterei entrambe, nè quello di sfidare TROPPO la sorte, nè quello di accanirmi a vivere un'esistenza che (PER ME sia chiaro) è solo una tortura.

Non capisco nemmeno che significa "la ammali con quel che sei"... cosa c'è di così terribile e impuro a fare l'amore in una situazione come quella? è forse sordido e squallido incontrare qualcuno e desiderarla? suvvia... se poi ci avessero messo una racchia posso capire... non c'è attrazione... ma con un un tale ben di dio... è la cosa che mi è parsa davvero inverosimile del film....



grazie comunque della tua visita

anonimo ha detto...

Ma cosa si deve reggere? reggiti tu altrimenti cadi da quel piedistallo di razionalita' che ti sei creato. La storia raccontata e' vera e come tale va vista ognuno vede ciò che vuol vedere nessuno ti vuole dare lezioni allora rilassati e pensa che magari qualcuno per un sogno e' disposto a morire. Bisogna avere le palle per farlo e se ti metti a disquisire sui modi o su le varie opportunità che poteva avere il protagonista non hai capito assolutamente nulla. relax

hawkmoon269 ha detto...

morire per un sogno? bella frase. e poi? Vuoi vedere che se gli si dava la possibilità di fare cambio quando alla fine ha scritto "la felicità è reale quando è condivisa" l'avrebbe fatto? infatti mi pareva un tantino seccato di fare la fine del topo....



io dico che con un po' più di UMILTA' e buonsenso ci poteva arrivare anche prima. tutto qui

anonimo ha detto...

Capito su sta roba a caso e anche se è vecchia di due anni mi sento proprio di dirti, Hawkmoon269, che non sei mica tutto apposto con la testa (senza offesa ovviamente)!! Ti metti a giudicare con spirito intriso di razionalità una storia che vuole solo raccontare qualcosa senza doverti necessariamente insegnare come vivere la tua vita...il tipo del film era stufo della sua vita e della società e allora ha cominciato una nuova vita che gli piaceva di più...tutto quà....forse era anche lui un po' sballinato come lo sei tu ma era felice così....dal mio punto di vista è stato meglio per lui vivere pochi anni felici maturando convinzioni contraddittorie che non vivere tanti anni di merda in un mondo che dal suo punto di vista avrebbe avuto sempre qualcosa di sbagliato....

hawkmoon269 ha detto...

forse era anche lui un po' sballinato come lo sei tu ma era felice così
????? ah si? ma guarda... infatti muore di contentezza... anzi se ricordo bene alla fine scrive che l'unica felicità è quella che si condivide.... immagino che sia UNA CONFERMA di tutto quello che aveva fatto sino ad allora.... mah... sicuro di aver visto lo stesso film?

hawkmoon269 ha detto...

ripensandoci: possiamo dire che tutti i barboni che vivono ai margini e scompaiono nell'indifferenza "siano però felici così"? non credo ....

anonimo ha detto...

Ciao, ti consiglio di leggerti il libro da cui questo film è tratto. Non hai capito il senso profondo che anima la storia, nè lo spirito di Chris: tutt'altro che distruttivo. Ci vuole coraggio per affondare il cuore nelle sensazioni che spingono il ragazzo verso l'estremo: nessuno lo fa quasi mai. Ciao.

hawkmoon269 ha detto...

ti ringrazio del consiglio, non dubito che il libro sia diverso, però sinceramente la storia non mi attira... semplicemente non è nella mia visione della vita.. nel film ho intravisto questo "inno" all'estremo che non condivido. per questo, semplicemente, mi sono permesso di criticare questo film. ma succede spesso anche con altri, tipo quelli di almodovar, che tanti (superficialmente) applaudono... poi quando mi permetto di tirare fuori ragionamenti poco edificanti.... allora mi sento dire "ma non hai mica capito....". Sarà così... me ne farò una ragione.....
grazie comunque della tua visita.

primis ha detto...

ci mancava solo l'eroico egoista suicida...

anonimo ha detto...

Come mai disprezzare quel poco che c'è di buono nel cinema di oggi? Non ti capisco proprio. Comunque ricorda che quello che conta, è ciò che passa, e in questo caso, ciò che passa è solamente un ammirevole miraggio di speranza per l'umanità.



Free your mind man.



S.P.



All the peace.

hawkmoon269 ha detto...

miraggio di speranza? direi molto ottimistico dal momento che il suo perseverare in un sogno un po' assurdo lo porta a morire di stenti. cioè il realizzarsi delle sue azioni, alla fine, lo distruggono. dov'è la speranza in questo? mah..... comunque. grazie per la tua visita...

anonimo ha detto...

ciao..ho visto il film ieri sera..e son o d'accordissimo con te..t viaggi on the road sono ben altra cosa..sono umilta'..confronto..e amore..anche per se stessi..kikka

hawkmoon269 ha detto...

oh, meno male..... mi fa piacere trovare qualcuno che ha le stesse chiavi di lettura... un sauto, e grazie per la tua visita...

anonimo ha detto...

....la cosa bella di questa vicenda drammatica è la possibilità di avere molte chiavi di lettura e a cui ognuno ha lasciato qualcosa a cose negative a chi cose positive...l'importante è riuscire a toccare qualcosa dentro di noi che ci faccia vedere il mondo in modo che forse stavamo cercando....alcuni temi toccati nella vicenda sono di un intensità tale da farti sentire protagonista...ma tutto dipende sempre da come noi ci accostiamo ad esso e da quello che abbiamo dentro...ma la nostra è una società fondata sulla critica....continuamente a criticare criticare tutto e tutti e non sappiamo far altro che criticare e ci erigiamo a sostenitori della libertà,,,,ma tutto questo sempre a parole....ciò che conta sono i fatti non le parole i fatti...da questa vicenda non possiamo che trarne grandi insegnamenti (nel bene e nel male)....saluti

w la libertà....quella vera

hawkmoon269 ha detto...

guarda lo diceva oriana fallaci dei libri, che vengono scritti, ma poi quelli camminano e diventano qualcos'altro a seconda di chi li legge.... gli scenari sono meravigliosi, ma a me quel finale, dove si rende conto che CONDIVIDERE ha molto più sapore che la libertà estrema, lascia una gran tristezza.... perchè a me pareva chiaro da molto prima.... poi ci sarà pure chi da più peso ad altri episodi......

anonimo ha detto...

...assolutamente d'accordo...come ti dicevo ognuno puo' avere la sua chiave di lettura e questo cio' che rende straordinaria questa storia...possiamo femarci a vedere la microparticella o gli elementi all'unisono...credo si tratti solo di una questione personale....ci sono persone che sono rimaste estremamente deluse da questo film...e ci sono persone che come me quando vedono/sentono il protagonista camminare con lo sguardo proiettato al suo obiettivo (la natura) sentono cose che non si possono spiegare ma che pochi riscono a provare...e sono cose grandiose e li capisci il vero significato di quesat storia strepitosa...ma se non sei in un certo modo certe cose non potrai mai sentirle e ti limiterai sempre a dare giudizi su singoli elementi....w la liberta'..... quella vera

anonimo ha detto...

"non capisce neppure l'importanza degli incontri che ha comunque la fortuna di fare nel suo viaggio."



Hawk ma se uno parte per starsene da solo in Alaska, che gliene può fregare degli incontri che fa per strada?



"soprattutto il rapporto con gli altri a darci l'opportunità di imparare e VIVERE " Ancora: lui non vuole rapporti, lo dice chiaramente nel film: libertà assoluta, quindi anche dai rapporti. Cerca di renderti conto che il tuo punto di vista sulla vita, così come il mio, è solo uno tra i tanti possibili quindi non avere la presunzione di dire quale è giusto o sbagliato.