domenica 28 settembre 2008

Obama-Mc Cain: dire e fare

C'è una considerazione che mi sorge guardando qualche spezzone del confronto fra Mc Cain e Obama. Se è vero che mediaticamente può essere più convincente il giovane Obama, con il suo stile, mi pare che nessuno commentatore abbia evidenziato la cosa più importante: la concretezza. Mc Cain ha detto "La madre di un soldato mi ha chiesto che la morte del figlio non sia stata vana" - "Che lo stesso destino non succeda ad altri" ha risposto Obama. So che prendere una frase sola per fare il confronto è semplicistico, eppure ci rivela una importante differenza di fondo. Per quanto di buon proposito, la risposta di Obama fa acqua e contraddice il suo spirito "we can change". Come si fa a dire "che non succeda mai più" a chi sceglie una vita nell'esercito, oppure che so in polizia? Per chi porta una divisa, sia nel proprio paese sia fuori, correre quel rischio è indissolubile, perchè è suo dovere essere in prima linea per operare. Quindi mentre si può far sì che quello sforzo non sia stato vano, supportando e rafforzando l'impegno, non si può dire "non succederà ad altri". Non si muore forse in Afghanistan? E' stato forse un intervento sbagliato pure quello? Non ripropongono gli stessi rischi i vari scenari internazionali? Certo che è grave responsabilità decidere un intervento, comandare uomini, ma per essere Presidente di una nazione, soprattutto gli Stati Uniti, è una responsabilità indissolubile. Soprattutto se quel "change" tanto sbandierato vuole essere reale, concreto. Obama si illude se pensa che tutti i suoi cambiamenti siano a costo zero. Yes we can? BUT HOW?



Mancherà una stella...

Si è spento Paul Newman, grande attore e grande uomo fuori dal set... niente bizze e stravaganze da star di Hollywood... ma gran pilota e tanta solidarietà per chi era meno fortunato di lui. Indimenticabile.

5 commenti:

gamberovivo ha detto...

Io che il dibattito l'ho visto, posso dirti che l'esempio che porti è sbagliato. Obama ha ribattuto a McCain che la vita di nessun soldato muore mai invano. E ha detto di aver ricevuto anche lui un braccialetto da un reduce di guerra. Il punto - diceva Obama - è che ci sono guerre meno utili e più dannose di altre. Come quella in Iraq. Ma la responsabilità è del "Commander in chief", non certo dei soldati, che servono con onore il proprio Paese.

hawkmoon269 ha detto...

tu dici? io non vedo molta differenza tra la guerra in Afganistan con quella Irakena. Probabilmente saddam sarebbe stato meglio stangarlo la prima volta, ma col senno di poi...



e comunque riguardo alla guerra solo uno dei due l'ha provata sulla sua pelle.

Grazie della tua visita...

Countrygirl ha detto...

La cosa che non m'è piaciuta è stata la frase di Obama "I've got one too"...ho avuto l'impressione di un bambino che cerca di farsi bello alla maestra...patetico...ancora più patetico il fatto che dopo aver detto ciò...usando un paio di suoi soliti uh uh da guardato in direzione del bracciale per leggere il nome del soldato

anonimo ha detto...

Anch'io ho visto il dibattito, e ne ho tratto, sulla storia del bracciale, la stessa impressione di Countrygirl: Obama as a follower (mee too ...).



In generale, il caso Iraq e' rappresentativo delle mentalita' a confronto: uno, il vecchietto, dice: le battaglie vanno vinte, sempre (citazione di Che Guevara); l'altro, Obama invece afferma piu' o meno: se mi eleggerete nel 2008, nel 2003 non sarei mai entrato in guerra ... c'mon, del senno di poi ...



L'impressione che mi da' Obama e' molto piu' pericolosa che non un quella dell'abile retore: e' di uno che non guida i fatti, cerca solo di barcamenarcisi. La sua e' una ricerca del potere di per se', si vede ocme un simbolo, uno di quei santi da portare in processione che guariscono i mali al semplice passaggio.

E' uno che ha scritto due autobiografie prima dei quarantacinque anni (senza aver concluso un ca...volo, mai) !!!!!



Ha idee terrificanti sulle IR, come ad esempio sedersi a incontrare gente come l'iraniano o Hamas: come Chamberlain con Hitler.

Non sa la storia, non si rende conto della legittimazione che il fatto in se' darebbe a costoro presso la loro gente, l'unica cosa che cercano: gli frega assai di trattare su Gerusalemme.



Sull'economia, con Obama e' come andar di notte: la gente non ha capito che la causa prima del casino e' stata la volonta' e politica e affaristica di dare accesso a mutui al 100% con zero anticipo a chi non avrebbe potuto permetterselo.

Decisione chiaramente "de' sinistra", non per caso iniziata ai tempi di Clinton e supportata da Fannie e Freddie, agenzie parastatali (oggi full statali) i cui presidenti erano ex rappresentanti democratici. E poi tutte le banche ci si sono ficcate sopra.



Nonostante tutto questo, nonostante McCain sia emerso chiaramemnte meglio di Obama dal dibattito (e lasciamo perdere il "pari" secondo il mainstream media: sono gli stessi secondo i quali Kerry aveva vinto 3 a zero con Bush), la ggente con le scatole piene, e non solo quelle del trasloco, e' per il "change"; quindi sara' durissima per il vecchietto.

ciao, Abr

hawkmoon269 ha detto...

Grazie Country Girl



Grazie Abr, esaustivo... e anche in questo caso hai confermato le mie sensazioni....



a presto