martedì 31 marzo 2009

Di chi è la mia vita?

Avevo usato questo titolo (rubato all'omonimo film di J.Badham del 1981 - molto bello) per uno dei primi post che ho inserito nel mio blog. E non riesco a trovare altro titolo per tornare sull'argomento "indisponibilità della vita". C'è chi usa questa definizione come scudo, per parare tutte le "ragioni" espresse in difesa della LIBERTA' di SCELTA INDIVIDUALE. Eppure è questa stessa definizione ad essere contraddittoria: perchè SE NON SONO IO a poter decidere liberamente di ME STESSO, allora vuol dire che qualcun'altro lo fa AL POSTO MIO. L'indisponibilità del mio corpo, della mia vita, in uno stato di diritto, è RIFERITO AGLI ALTRI mica a se stessi. E non può essere altrimenti: perchè sennò che ragione c'è a parlare di libero arbitrio? Della responsabilità PERSONALE che ci assumiamo ogni qualvolta FIRMIAMO un pezzo di carta? Ecco per quale motivo dovremmo essere liberi di rifiutare persino una banale iniezione. Che questa LEGITTIMITA' venga meno quando io non ho più capacità di esprimerla, è un obbrobrio. Se ci sono persone che DUBITANO di se stesse, o delle loro convinzioni ogni mezz'ora, a me NON INTERESSA: io quel che voglio lo so. Vegetare come un carciofo NON è tra le cose che desidero. E non vorrei che un qualunque medico, con incrollabile dedizione al giuramento di Ippocrate (che di stato vegetativo permanente, non ne sapeva un granchè), per tener fede al SUO giuramento, finisse con il violare una mia ESPRESSA VOLONTA'. Non credo che sia di sua "competenza".

11 commenti:

anonimo ha detto...

hai pienamente ragione. Io aspetto di firmare per il referendum abrogativo.

anonimo ha detto...

gabbiano,



sui temi etici ci troviamo spesso d'accordo,ma devo fare alcune precisazioni:



il libero arbitrio,cristianamente parlando NON prevede che la vita come entità ci appartenga.

prevede che nell'intervallo di tempo tra nascita e morte noi agiamo secondo coscienza,nel bene e nel male,ma niente induce a pensare che possiamo intervenire sulla nascita e sull'aborto.la vita è un concetto che i cristiani astraggono da quello di persona.

è quindi logico che le nostre obiezioni quali "ma io voglio poter decidere della mia vita,mica della vostra",siano totalmente inascoltate da chi vive "illuminato" dalla fede.

cio' che per noi è logica,per loro è sacralità...

ecco perchè si arriva a teorizzare e legiferare in base alla "dignità del carciofo".

anche io,come te,sono per lo stato di diritto in contrapposizione allo stato etico.

andrea

anonimo ha detto...

Direi che la "dignità del carciofo" sintetizza bene la questione. Devo dire che pur di non avere questa Destra avrei votato anche Homer Simpson. Close "sloggata"

hawkmoon269 ha detto...

sottolineo: INIZIO vita e fine vita, non sono mica da mettere sullo stesso piano. Sulla mia sono cosciente e responsabile io, su un bimbo che deve nascere NON so chi abbia titolo. Ho sempre fatto prevalere la scelta della madre, poi è stata una blogger che mi scrisse "si ma non chiamiamolo DIRITTO.." da allora sono diventato più dubbioso....

anonimo ha detto...

sulla fine sono completamente d'accordo con te.

sull'inizio farei sempre prevalere la scelta della madre, ma ammetto che sono anch'io leggermente combattuto. la domanda che mi pongo quando mi sorgono questi dubbi è: "può la legge obbligarla ad avere un figlio indesiderato?", la mia risposta è sempre "no" e quindi per un po' mi convinco. però ogni tanto l'incertezza ricompare...



heavyhorse

hawkmoon269 ha detto...

soprattutto quando NON si fa menzione di quanti ricorrano all'aborto per patologie del feto e QUANTE perchè hanno una vita sessuale alquanto SPORTIVA... o come si suol dire "disinibita"....

CloseTheDoor ha detto...

.... mentre i maschietti possono fare i disinibiti finche' vogliono, se poi c'e' una donna che dopo una notte passata insieme torna a chiedere loro di assumersi le loro responsabilita', ovviamente sono cazzi (!) della donna disinibita, che doveva stare piu' attenta prima.



Mah. Io seguo da un po' di tempo un blog molto allegro su splinder, si chiama nonsolomamma. l'autrice, che e' anche una giornalista finanziaria, ha tratto un libro dal suo blog e hanno cominciato a presentarlo alla Feltrinelli. durante una di queste presentazioni (http://www.youtube.com/watch?v=BsWYrCpgSFw), la giornalista ha sganciato con leggerezza una frase che mi e' sembrata pesantissima: "se le donne sapessero PRIMA quali sacrifici comporta la maternita', non so quante di noi lo rifarebbero".



Trovo che sia troppo facile puntare il dito sulle donne. tanto poi del peso dell'imposizione non gliene frega nulla a nessuno, e non lo pagano certo i legislatori.

anonimo ha detto...

@close: io (e penso anche gabbiano) abbiamo infatti scritto che la scelta dovrebbe essere nelle mani della madre, non del padre o di altri.

una cosa su cui penso si debba riflettere è quella di non vedere l'aborto come un contraccettivo qualsiasi. e purtroppo sono le donne quelle che devono porvi maggior attenzione, perchè sono loro che portano il peso di una gravidanza indesiderata...evitando la sessualità sportiva (se non protetta), il che può voler dire anche di mandare a quel paese il maschietto che "lo vuole fare senza" (tralascio l'argomento malattie). è logico che non mi permetto di dire nulla su patologie particolari del feto o di gravidanze conseguenti a stupri



heavyhorse

anonimo ha detto...

per la questione inizio vita, ho sempre pensato che bisogna evitarla la gravidanza, e non metterci "rimedio" dopo. Poi ci sono casi e casi come dice heavyhorse.

Per quanto riguarda il fine vita, non sono credente quindi non accetto che mi si imponga qualcosa solo perchè chi legifera deve ingraziarsi il vaticano. Il nostro è o no uno stato laico?

Se fosse per me adotterei la legge olandese, nella quale è contemplata pure l'eutanasia.

ciao a tutti

hawkmoon269 ha detto...

mentre i maschietti possono fare i disinibiti finche' vogliono



tu dici? io mi ricordo dei tempi delle superiori dove già c'era chi si vantava di "farsi i maschietti" senza nemmeno sapere come si chiamavano... e qualcuna già a quei tempi aveva abortito...

non saprei: io CHI erano e come si chiamavano, l'ho sempre saputo.....

CloseTheDoor ha detto...

sono millenni che gli uomini si vantano di farsi X donne fregandosene del nome, e a volte anche del loro consenso.

ma generalmente vengono chiamati grandi amatori, playboys, dongiovanni, conquistatori.

dici che e' un caso?