Leggendo un articolo di Jared Diamond insegnante di geografia all’UCLA, si arriva ad alcune illuminati constatazioni sul differente sviluppo umano nelle varie zone del pianeta. Questa è la domanda dalla quale è partito il suo studio: perché queste differenze? La vulgata progress-culturale imperante sostiene: ci sono zone ricchissime e zone poverissime – quindi lo squilibrio è colpa di chi ha tanto. Così vorrebbe il pensiero “semplicistico e diretto” che pensa così (erroneamente) spiegare la comune teoria del “causa ed effetto”. Cos’è che dimentica questa semplicistica visione? Solamente qualche millennio di storia. Il prof. Diamond infatti ripercorre a ritroso la storia dei vari continenti e si pone alcune buone domande: come mai non sono stati america, africa o Australia a conquistare l’Europa? Come mai sono bastati pochi colonizzatori spagnoli a sgominare e mettere in rovina un impero come quello Inca? Se si conta che vaiolo e morbillo uccisero molto più che i fucili e spade dei conquistadores, è facile, credo per tutti, capire che già allora c’erano enormi disuguaglianze nello sviluppo dei vari popoli e non è difficile capire che questo derivi dal fatto che nella storia le popolazioni dotate di armi di ferro hanno surclassato quelle che usavano la pietra. La stessa capacità di resistere a malattie endemiche in Eurasia – di derivazione bovina e suina – sconosciute altrove, hanno giocato a favore dei coloni europei. La grande differenza di varietà animali e vegetali “addomesticate”, che altri continenti non avevano, hanno avuto importanza fondamentale nel maggiore e più rapido sviluppo tecnologico e culturale dei popoli europei. “Si pensi a quale avrebbe potuto essere il corso della storia se rinoceronti e ippopotami fossero stati addomesticabili: avrebbero fatto polpette dei reggimenti europei a cavallo….” considera il prof. americano. Lo stesso vale per “le conoscenze” in senso generale : “... una tecnologia non deve essere solo adottata, ma anche conservata. Tutte le società umane attraversano mode passeggere in cui adottano temporaneamente pratiche di scarsa utilità o abbandonano pratiche estremamente utili. Quando questi tabù economicamente insensati sorgono in un’area con molte società umane concorrenti, solo alcune di esse lo adotteranno: le altre società conserveranno la pratica utile e supereranno con la loro concorrenza le società che l’hanno abbandonata …”
Quindi contrariamente ai “luoghi comuni” giornalmente spaparanzati a destra e a manca dall’informazione politicamente corretta, le cose stanno ben diversamente, ma fa comodo al giornalismo straccione, specializzato nel colpevolizzare l’Occidente sempre e comunque, parlare genericamente di disuguaglianza di ricchezza, come se ci fosse da millenni il “complotto demo-plutogiudaico massonico” a stabilire i destini della terra. Il resto del saggio lo potete trovare su “I nuovi umanisti” di John Brockman edito da Garzanti, dove troverete tanti altri capitoli dedicati a scoperte scientifiche e civiltà. Nel caso la prossima volta che sentirete qualche pistolotto polical correct sulle disugualianze, fateci un paio di considerazioni sopra....
liberale e libertario, detesta tutto quello che sa di dispotico (politico e altro...)
giovedì 9 agosto 2007
Povertà mondiale ed ignoranza storica...
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4 commenti:
Più che interessante :-)
Due anni fa io andai anche oltre con un post intitolato "Elogio del Colonialismo" ;-)
Si caro Mons... ce ne sono parecchi di luoghi comuni da sfatare...
a presto...
Detto molto semplicemente da persona piuttosto ferrata sul problema geografico storico la cosa è semplice. L'Africa (con alcune eccezioni) e parte dell'Asia oltre al Sud America sono ridotte in questo stato non perchè manchino le risorse. Tutt'altro. L'Africa è piena di giacimenti petroliferi e materie prime oltre ad avere enormi potenzialità dal punto di vista agricolo. Avete mai dato un'occhiata alla conformazione geografica del continente? Il problema è uno principalmente. La corruzione e l'assoluta manca di democrazia e libertà di questi paesi dove ancora si vive usando la tortura e collegati a clan. Un esempio? Lo Zimbabwe di Mugabe, una volta riccco paese dell'Africa australe oggi è sull'orlo della fame per colpa di un dittatore pazzo che, udite, udite, accusa noi occidentali per ciò che lui stesso ha determinato. Occorre riscrivere e rivedere i fatti di oggi, ma la stampa italiana e occidentale radical chic, non lo permette.
verissimo Mark. ho un amico carissimo che da 20 anni è in italia fuggito dallo Zimbawe: come distruggere un'economia fiorente - un po' di socialismo reale e via.....
Grazie della tua visita....
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