mercoledì 28 ottobre 2009

"Houston, abbiamo un problema?"

Bersani ha vinto la guida del PD. Rutelli - visto anche la sventola presa dai socialisti in Germania, e quindi Europa, - cambia binario (ma l'aveva anche fatto capire da prima....). Pare solo a me o il PD ha perso la "ruota" centrista? Una cosa da niente? E se Bersani, che di certo non disconosce il proprio passato, di nuovo propone la questione delle "alleanze per arrivare al governo" (neo-ulivismo quindi) con chi le farà le alleanze? Con chi se ne è appena andato? Col forcaiolo Di Pietro? O con la sinistra sempiterna comunista? Tuttosommato trovavo più innovatrice Veltroni: proporre un centrosinistra che puntasse ad una maggioranza relativa, e nel tempo capace di arrivare ad un consenso largo da poter vincere. Bersani sarà pure coriaceo su diversi punti, ma tutto questo fascino, non mi pare ce l'abbia, nè la sua proposta. Anche perchè potrà sperare di avere un certo peso, solo quando Berlusconi non sarà più in grado di reggere la leadership del PdL e si rimescoleranno le carte. A meno di interventi a mezzo "sentenze". Da notare che, seppur serio e concreto - come Bersani ama apparire - non ha ancora detto niente sul grave ed esteso problema di esponenti PD impelagati in casi giudiziari, cosa che fino a qualche anno fa era un argomento sempre buono da dare in testa agli avversari. Vediamo quanto "cambiamento" saprà portare.... o se non comincerà a sentire presto anche lui, fischi di pallottole alle spalle....

10 commenti:

pierpaolosoncin ha detto...

Personalmente l'idea di partito di Bersani non mi convince fino in fondo e per questo sostenevo Franceschini. Ciònondimeno, resto dove sono ben saldo e mi ripropongo di continuare a spingere per una linea più moderna ma dall'interno. Rutelli sbaglia ad uscire perché vanifica il progetto originario del PD che aveva condiviso con Veltroni e perchè lascia via libera a D'Alema che vuole fare del PD una forza neo-socialdemocratica che non ha alcuna possibilità di successo. E' però interessante notare come i movimenti al centro (Casini, Rutelli, Pisanu e Guzzanti che escono dal PdL) prefigurino (nel momento in cui Berlusconi lascerà) un pericoloso ritorno alla prima repubblica.

Forse quella è una battaglia (impedire quel ritorno) che potremo fare insieme.

Saluti

CavaliereDiRodi ha detto...

Il movimento di centro raccoglierà più politici trombati che voti... Non preoccupiamoci prima del tempo. Penso che sia ora di ammettere che la DC e il vecchio PCI stanno definitivamente tramontando anche nelle loro nuove forme. Non hanno più voti, hanno una continua emorragia di voti, di militanti. Nelle zone rosse le sezioni chiudono per assenza di volontari. Per i gazebo del PD hanno reclutato i soldatini in pensione della CGIL. Alle residue feste dell'unità devono reclutare gente a pagamento o qualche pachistano che prende il posto delle vecchie cuoche volontarie. E' finito un mondo di militanza, di utopia, di menzogna. E' finita l'ideologia e non hanno trovato nessuna nuova buona idea. Penso che si debbano rassegnare. Questo vale tanto per il PD, quanto per la nuova... micro-ammucchiata di centro.

hawkmoon269 ha detto...

mah a me pare che l'unica strategia politica degli avversari di SB sia il tempo. aspettano che ci pensi lui... ma sinceramente non capisco bersani: nessuna novità... anzi la prospettiva di allearsi politicamente con chi il PD l'ha appena lasciato. è una proposta "forte" questa? mah

quellochenonho ha detto...

Gabbiano, purtroppo Bersani non può proporre nulla perchè rappresenta il nulla. 

Qui abbiamo (saldo in sella malgrado tutto)  un tizio che è riuscito a farsi eleggere creando un partito da zero e che sta a capo di un cocktail che più variegato non si può, dentro c'è di tutto: ex democristiani, socialdemocratici, repubblicani, missini, radicali, comunisti convertiti alla lega, qualunquisti, bigotti ed atei.

All'opposizione ci trovi un cocktail formato da ex degli stessi partiti: democristiani, socialdemocratici, repubblicani, missini (pochi ma ci sono) , radicali, comunisti non ancora convertiti alla lega e poi anche lì un bel mix di qualunquisti, bigotti ed atei.

Certo, le dosi dei due beveroni non sono le stesse, ma di novità neanche a dirlo per scherzo.

Se io fossi Bersani cavalcherei la tigre del populismo, tanto da perdere cosa ha? Sparerei a zero sugli sprechi, quelli veri: dalle commissioni inutili alle scorte inutili alle auto di servizio inutili. Per vedere se lo sono (inutili) basta  vedere come si comportano altrove.

Certo le prime a starnazzare sarebbero le giunte di sinistra, ma tant'è.

Poi copierei un sistema fiscale che funzioni più del nostro (basta guardare all'estero, c'è solo l'imbarazzo della scelta) ed infine prenderei qualche vecchia copia del Secolo d'Italia o del Borghese degli anni 70 e 80 (stavano in anticipo sui tempi a destra, allora) e riproporrei quello che c'è scritto: pari pari.

Infine darei un calcio nel culo alle nullità emergenti, dai Renzi alle Serracchiane, ed andrei a riesumare qualche vecchio compagno alla Peppone e don Camillo, giusto per non avere nulla a che spartire con gli intellettuali caviale o coi galletti che fanno chicchirichì sperando che le galline abbiano fatto l'uovo.

Mi fermo qui perchè se legge e mi copia rischia di vincere le elezioni.

Pure perchè lo voterei anche io.

CavaliereDiRodi ha detto...

Quei vecchi compagni che si leggevano nelle pagine di Guareschi, qui in Emilia, sono già passati alla Lega da un pezzo.

quellochenonho ha detto...

Vero, Cavaliere. I sinistri che guardano alla Lega con la puzza sotto al naso non sanno che la parte migliore di loro è diventata leghista.

La parte migliore di loro erano i compagni che leggevamo sulle pagine di Guareschi e che si erano rimboccate le maniche nel dopoguerra quando qui non era rimasta pietra su pietra, credevano ingenuamente e forse anche romanticamente in un paradiso sovietico che non esisteva ma si trattava di persone fondamentalmente oneste. Ora queste persone non le hanno più. Hanno i fighetti intellettuali, i cinematografari, i cantanti, gli attori e gli intellettuali al caviale.

E poi si chiedono perchè la gente li schifa e piuttosto che loro preferisce votare Abberluscone.

Mah, misteri della vita  :-)

hawkmoon269 ha detto...

il "trasversalismo" è ovvio alla fine... il 51% dello stesso pensiero sarebbe forse preoccupante (dico forse perchè avere il 51% di liberali, certo non è come avere il 51% di comunisti - o religiosi islamici..)

il discorso è che, se da una parte c'è pure il caso SB, con tutti i difetti, dall'altra il massimo di consenso è stato ottenuto 2 volte con l'ulivismo iperconflittuale, naufragato miseramente. certo nel PDL non sono tutti "liberali del fare", invischiati come sono tra socialismo e democristianismo, ma almeno una direzione c'è....riuscirà nel frattempo una "cultura" di questo tipo? o finito SB si tornerà al manuale cencelli da prima repubblica, con il proporzionalismo, dove ci sono TUTTI, ma che alla fine produrrà solo status-quò immobilista, come prima di SB?

quellochenonho ha detto...

Gabbiamo, è esattamente per questo che sostengo da sempre che Abberluscone sia il miglior presidente del consiglio che l'Italia abbia espresso negli ultimi cinquanta anni. E soprattutto l'unica vera novità in campo politico dal dopoguerra in poi.

Con tutta la buona volontà non ne vedo altre.

anonimo ha detto...

 A me sinceramente sfugge quale sia il progetto originario del PD: semplicemente non l'ho mai capito. Socialista, centrista, liberaldemocratico? Non è chiaro nemmeno il gruppo di appartenenza europeo... Il PdL almeno ha una forma centrista che è basata sul Dio, patria, famiglia condito da qualche spot liberale che non poi alcun riscontro nella realtà, in nome della cosiddetta coesione sociale. Ma il PD? Che dire del PD? Sta con Colaninno o con il reddito minimo garantito? Sta con Ichino o con un incremento della tassazione per le fasce ad alto reddito? 

hawkmoon269 ha detto...

a me quello di bersani sembra il remake del "grande freddo"... torniamo ad essere di sinistra...

peccato che di "pepponi" oramai non ce ne sono più....